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BIBLIOTECA TERESIANA dettaglio
28.03.2017

La Biblioteca Teresiana

La Biblioteca Teresiana, edificio storico fondato nel 1780 a Mantova dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, rappresentava una tappa importante del suo vasto programma di laicizzazione e riforme delle istituzioni  culturali. 

Dopo aver favorito la rinascita dell’Accademia di scienze, lettere e arti, il governo dell’imperatrice d’Austria istituì la biblioteca pubblica della città con due grandi sale ornate con scaffalature in noce riadattate dall’architetto Paolo Pozzo e chiamate prima e seconda teresiana in onore dell’imperatrice. Le grandi scaffalature, prima realizzate solo per la prima sala, si ispiravano allo stile di Fisher von Erlach, architetto della Hofbibliothek di Vienna.

Alla fine del settecento l’impero austriaco portò a compimento la riforma delle biblioteche pubbliche, inaugurando la Braidense di Milano e le Biblioteche di Cremona, Como, Lodi e l’universitaria di Pavia, che divennero statali con l’Unità di Italia. Solo la Teresiana, nel 1881, fu concessa alla città di Mantova dal Regno d’Italia, probabilmente come risarcimento per il forte sentimento antiasburgico che era ancora presente nella città. La biblioteca si trova in via Ardigò e fa parte dell’enorme complesso della Compagnia di Gesù, istituto religioso di diritto pontificio. I gesuiti, così erano chiamati i membri di questo ordine, si insediarono a Mantova nel 1584 fino alla soppressione dell’ordine nel 1773 da papa Clemente XIV.

I gesuiti erano preposti alla formazione superiore e universitaria delle classi dirigenti della città ed in origine l’uso della Biblioteca era destinato soprattutto ai docenti e agli studenti del Ginnasio, la cui nuova residenza fu l’adiacente Palazzo degli Studi costruito tra il 1753 e il 1763 su disegni dell’architetto bolognese Alfonso Torreggiani. Fronteggia l'ex collegio gesuitico il Palazzo dell’Accademia, sede degli accademici mantovani dal 1562 e ora dell'Accademia Nazionale Virgiliana. L’insieme di questi palazzi costituisce la città degli studi di Mantova.

Il patrimonio artistico della biblioteca è molto prezioso: il primo nucleo di volumi proveniva dalla biblioteca del collegio dei Gesuiti e dalle librerie del convento dei carmelitani, oltre a donazioni e lasciti dei privati. Furono anche acquistati volumi delle biblioteche di Vienna, Cremona e della Biblioteca nazionale braidense. Altri volumi, di carattere scientifico, provenivano dalla biblioteca “Cornaro” di Giacomo Soranzo, senatore della Repubblica. Durante il periodo francese, la Biblioteca si arricchisce di manoscritti provenienti dai conventi agostiniani, domenicani e francescani.

Il Museo voluto da Maria Teresa ospitava le statue greco romane, requisite dal governo austriaco in tutta la provincia, con la collezione più importante che era quella di Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta. Oggi il contenuto del museo è in palazzo Ducale.

La biblioteca fu seriamente danneggiata dal terremoto del maggio 2012 e dopo un lungo lavoro restauro, il 29 marzo 2014 è stata riaperta l’ala storica, esattamente 234 anni dopo l’inaugurazione del 29 marzo 1780.

La Biblioteca Comunale di Mantova, con il suo bagaglio di oltre 40.000 volumi antichi, è una delle biblioteche storiche più belle d’Italia.